Pasqua 2018: come lo riconosceremo?

Anche quest’anno è arrivata la Pasqua. Gesù ha vinto la morte e non è più nel sepolcro. Ed ora come lo riconosceremo? L’errore che secondo me commettiamo è quello di cercarlo, Lui che ha vinto la morte (!) tra i potenti ed i  vincitori. Noi dobbiamo invece cercarlo sempre tra gli umili, i perdenti, gli ultimi. Lui è nato in una mangiatoia, perché sua Madre e Giuseppe non sono stati accolti da nessuno. Lui è stato profugo in Egitto, appena nato, per sfuggire alla persecuzione di Erode. Ha vissuto, fino all’inizio della sua vita pubblica, lavorando nella bottega di falegname di Giuseppe. Lui è stato abbandonato dai discepoli nel Getsemani.…
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Pendolari gentili

Ritorno a casa in treno è venerdì sera. Stanco, mi addormento dopo aver letto qualche pagina di giornale. Mi sveglio di soprassalto, vedo la mia stazione. Raccolgo al volo le mie cose e corro alla porta per scendere. La porta è già chiusa, non posso più scendere. Corro nell'altro vagone nella speranza di riuscire ad aprire la porta. Il treno parte. Mentre sto aspettando la stazione successiva, già pensando al fatto che dovrò aspettare circa mezz'ora per tornare indietro, sento una voce che mi saluta. Un uomo che conosco di vista, sono più amico di suo fratello. Gli racconto sconsolato che sarei dovuto scendere alla fermata precedente ma che mi…
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L’asinello (breve storia di Natale)

C'era una volta un ragazzo che viveva nelle campagne della Palestina. Aiutava suo padre nel lavoro dei campi ed accudiva gli asini. L'asino a cui era più affezionato era il più anziano, lo avevano sempre chiamato Piccolo perché non era mai cresciuto molto. Un giorno suo padre disse al ragazzo che non potevano più tenere Piccolo perché era diventato troppo vecchio per reggere il duro lavoro dei campi: dovevano venderlo o sopprimerlo. Quando venne giorno di mercato, a malincuore, il ragazzo portò Piccolo nella città di Nazareth per cercare di venderlo. Voleva però essere sicuro che l'acquirente fosse una brava persona che lo avrebbe accudito e non macellato. Lo portò…
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Ricordo di Gianmaria Testa

Il palco era minimalista. Uno sgabello, un tavolino basso sul quale qualcuno, prima dell'inizio del concerto aveva posato un bicchiere di vino bianco ed un asciugamano. Appoggiate dietro lo sgabello un paio di chitarre, una elettrica ed una acustica. Poi iniziava lo spettacolo. E la sua voce soffiava nel microfono canzoni che parlavano di aerei e mongolfiere, di viaggi,  donne e soprattutto degli ultimi: dei seminatori di grano e dei migranti. Tra una canzone e l'altra, qualche parola per cucire i pensieri per inquadrare ancora meglio i concetti che gli stavano a cuore. Questa mattina, la notizia della sua morte si è conficcata come una spina diritta nel mio cuore.…
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Prima vennero a prendere…

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare Questo testo attribuito a Bertold Brecht racchiude il senso del Giorno della Memoria e lo cala dritto dritto nei nostri giorni. Il rischio che io vedo in questa ricorrenza è infatti quello di farci pensare che quella tragedia vada si ricordata ma contestualizzata solo…
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Recensione del film “Se Dio vuole”

Vedi il trailer di "Se Dio vuole" e pensi: ok, vado al cinema a farmi due sane risate. E poi, una volta in sala, ti ritrovi sicuramente a ridere a crepapelle ma anche, e soprattutto, a riflettere. Rifletti sull'ipocrisia che governa i nostri rapporti sia di lavoro che famigliari. L'ipocrisia a cui ci aggrappiamo per non dover far fatica. La fatica di combattere per affermare le nostre qualità sul lavoro, come fanno i membri dell'equipe del famoso cardiochirurgo Tommaso (impersonato da Marco Giallini): si limitano ad odiarlo e criticarlo alle sue spalle. Ma è anche l'ipocrisia a cui ricorre Tommaso nei rapporti con la famiglia per non fare la fatica di…
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Se questa è una stazione

[caption id="attachment_95" align="alignnone" width="300"] La stazione di Lesmo vista dal marciapiede, in erba.[/caption] E’ il 4 febbraio dell’anno 2013. Ma a guardare l’aspetto di questa stazione non si direbbe. Siamo in un paese della Lombardia, la locomotiva dell’economia italiana. Ma a guardare l’aspetto di questa stazione non si direbbe. [caption id="attachment_96" align="alignright" width="200"] Ora la stazione di Lesmo è solo un comodo rifugio per i piccioni[/caption]   Una stazione completamente abbandonata e fatiscente rifugio per i piccioni e, temo, topi; con il  buio poi, i 50 mt che la separano dalla prima strada illuminata sono da percorrere con il cuore in gola.         Le uniche cose che…
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Ho visto anche pendolari felici

Finalmente la pazienza infinita dei pendolari della linea Milano-Monza-Molteno-Lecco è stata ricompensata e i nuovi treni sono entrati in funzione. Mi è capitato così di vedere scene che non credevo possibili. Pendolari felici di prendere la corsa mezz'ora prima del solito pur di vedere il treno nuovo. Pendolari  felici di veder arrivare il controllore e felici di mostrargli l'abbonamento o il biglietto. Pendolari apprezzare la silenziosità del treno. Pendolari intenti a scoprire e a lodare anche i piccoli particolari come le prese di corrente per PC e telefonini. Pendolari viaggiare comodi! Qualche altro pendolare ora mi dirà : cosa vuoi di più? Semplice una linea ferroviaria adeguata ai tempi e…
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Mai più senza

Che senso ha questa nuova rubrica. Mai più senza era il titolo di rubrica del settimanale degli anni '90 Cuore : riportava le inserzioni degli oggetti più improbabili che si trovavano su riviste e cataloghi per corrispondenza. Chi volesse vedere un esempio può cliccare qui Mi accorgo ora invece seriamente che di alcune cose o situazioni non riesco più a fare senza. Questo sarà quindi un modo per raccontarlo.
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