Oggi 1 Marzo è stata la prima giornata di protesta degli immigrati in Italia.

Oltre alla lettura del bel libro “Blacks Out” di Vladimiro Polchi, consiglio una playlist  di 10 canzoni per riflettere.

Clandestino di Manu Chao. Una canzone  manifesto per chi “va da solo con la sua pena, con la sua condanna, il dover correre come proprio destino, per non avere i documenti.” Memorabile anche una versione live di Fiorella Mannoia contenuta nell’album Concerti.

Ebano dei Modena City Ramblers. Contenuta nell’album Viva la Vida, muera la muerte con Cisco alla voce (ora l’ha ripresa anche nel suo recente Dal vivo volume 1) racconta la vita di una ragazza africana, “la perla nera”,  che viene venduta e da allora lavora prima a Palermo a raccogliere arance e limoni e poi sui viali di Bologna.

Western Union dei Modena City Ramblers. Appare nell’album “Dopo il lungo inverno” il primo dopo la separazione da Cisco. In un grammelot di lingue, quello del melting pot italiano, racconta i sogni di tornare a casa; per ora spediscono ai parenti rimasti in patria i soldi guadagnati qui (Western Union è una delle principali società di money transfer).

Pane e coraggio di Ivano Fossati. Gli uomini, le donne e i bambini scendono dai barconi confidando che il commissario non li faccia tornare indietro su quella barca troppo piena. Ci vuole coraggio a lasciare tutto a cercare il pane in una terra che non ti vuole.

Mio fratello che guardi il mondo di Ivano Fossati. Come non chiamare fratello chi “è nato ed ha lavorato in ogni paese e ha difeso con fatica la propria dignità” ?

Seminatori di grano – Forse qualcuno domani di Gianmaria Testa. Il cantautore ed ex-ferroviere ha dedicato all’immigrazione un  intero album “Da questa parte del mare”. Particolarmente questi due brani raccontano le vite di uomini e donne che arrivano con passo lento, accorto e silenzioso. Nel live “Solo dal Vivo” è possibile anche ascoltare un parlato in cui Gianmaria espone il proprio, netto, punto di vista in merito.

La mia terra dei Nomadi. E’ uno dei due inediti in studio pubblicati nell’album Orchestra Live 2007 e racconta, con le voci di Danilo Sacco e Massimo Vecchi, l’odissea di un uomo che attraversa il mare e chiede alla propria madre di pregare per lui mentre va incontro al suo destino.

E semm partii di Davide Van de Sfroos. L’Italia non è  sempre stata terra di immigrazione, anzi. Per anni è stata terra di emigrazione, anche dal nord. In questa canzone in cui il dialetto laghè si alterna all’italiano, si racconta la partenza delle navi per l’America sognata ma dove se ci arrivi con la valigia vuota non sai se sarai poi così simpatico alla Statua della Libertà.

Italiani d’Argentina di Ivano Fossati. Chi è arrivato dall’altra parte dell’oceano ora trasmette le proprie voci … ma ci sentite da lì?

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