“Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c`era posto per loro nell`albergo.” Luca, cap. 2

Oggi vigilia di Natale ho fatto gli auguri a tante persone.  So che queste persone faranno sicuramente un buon Natale,
lo trascorreranno con le persone che amano, scambiandosi doni e sedendosi di fronte a tavole imbandite.

Il mio pensiero ed augurio va quindi, in questa notte di pioggia, a tutti quelli a cui non ho potuto dare di persona il mio augurio e che mi illudo di raggiungere con questo blog.

Auguri a quelli che sono in coda alla “Società del Pane Quotidiano”
(Fratello, sorella… Nessuno qui ti domanderà chi sei, nè perché hai bisogno, nè quali sono le tue opinioni www.panequotidiano.info).

Auguri a tutti quelli che sono sui tetti delle loro aziende (o ne sono appena scesi) per difendere il proprio lavoro e la propria dignità.

Auguri a quelle famiglie che questo Natale non avrà alla propria tavola un familiare che un giorno è uscito per andare a lavorare e non è più tornato
Auguri a chi il lavoro nel 2009 l’ha perso o nel 2010 non sa se l’avrà.

Auguri ai fratelli non italiani che cercano qui di allargare il loro piccolo angolo di vita: nel mio cuore nessuno è straniero.
Auguri a tutti quelli che, con la venuta del Bambin Gesù, ho riconosciuto come miei fratelli.

PS: questa è la versione riveduta e corretta di una nota pubblicata la vigilia di Natale del 2008 nel mio profilo Facebook

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